Mese: Dicembre 2025

CONCERTO NATALIZIO “ARMONIE DI GIOIE E DIGNITÀ”, ORGANIZZATO DAL CAPO DELL’ARMA TRAMAT, IN COLLABORAZIONE L’ANAI E IN FAVORE DELL’ANAFIM

La solidarietà e l’attenzione ai più fragili da sempre guida le migliori azioni degli Autieri. «Un gesto di cuore per rendere il Natale un po’ più luminoso a chi ha bisogno» (cit. Tenente Generale Gerardo Restaino)

di Redazione

Roma-Cecchignola, 16 dicembre 2025

Presso l’aula magna del Comando dei Supporti Logistici, intitolata al Sottotenente del Corpo Automobilistico e Medaglia d’Oro al Valor Militare Pietro Ferraro, ha avuto luogo il concerto di beneficenza “Armonie di gioie e dignità”, che ha visto come protagonista la Banda dell’Arma dei Trasporti e Materiali, magistralmente diretta dal nuovo Direttore, il Maresciallo Ordinario Domenico Guida. Questi ha recentemente ricevuto il testimone dall’indimenticabile e indimenticato Primo Luogotenente Fioravante Santaniello. Il Capo dell’Arma dei Trasporti e Materiali (tramat), Tenente Generale Sergio Santamaria, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI) ha organizzato tale straordinario evento musicale. L’ANAI, che si prodiga da sempre a supporto della collettività e in particolare dei più fragili, ha voluto fortemente patrocinare la raccolta fondi a favore dell’Associazione Nazionale per l’Assistenza dei Figli di dipendenti del Ministero della Difesa con disabilità (ANAFIM). Il nostro Sodalizio ha inoltre promosso tale concerto e collaborato fattivamente per la sua organizzazione. La serata è stata condotta in maniera impeccabile da Serena Gray, presentatrice, attrice e giornalista italiana, e Paolo Peroso, noto presentatore di eventi musicali, che hanno saputo “prendere per mano”, con discrezione e presenza scenica, il pubblico presente e accompagnarlo in un meraviglioso viaggio emozionale, catturando e mantenendo l’attenzione del pubblico per tutta la durata dell’evento. A sorpresa, con massima meraviglia da parte di tutti, è intervenuto da remoto anche Al Bano (Albano Carrisi), celebre cantautore, simbolo dell’italianità artistica, noto a livello mondiale per la sua voce potente e per canzoni iconiche come “Nel Sole”. Al Bano ha voluto portare la sua vicinanza e solidarietà ai ragazzi “dai colori diversi” dell’ANAFIM, promettendo la sua presenza per uno dei prossimi eventi di beneficenza. Spiccava inoltre tra i presenti alla kermesse musicale il testimonial dell’evento, Gianfranco Jannuzzo, talentuoso attore teatrale e commediografo italiano di grande spessore artistico, nonché attore cinematografico e intrattenitore televisivo, che fra le sue numerose onorificenze vanta anche il blasone di Autiere, in quanto ha prestato il suo servizio militare nel Corpo Automobilistico. L’evento benefico ha previsto, come special guest musicale, anche la famosa pianista e compositrice Isabella Turso, un’artista poliedrica e talentuosa, che ha voluto mettere il suo virtuosismo al servizio della nobile causa dell’ANAFIM. Sono inoltre intervenute alla manifestazione prestigiose Autorità civili e militari, tra le quali personalità di spicco della Forza Armata. Tra le varie figure di rilievo presenti, il predetto organizzatore del concerto e Capo dell’Arma tramat, il Tenente Generale Sergio Santamaria, il Presidente nazionale dell’ANAI, Tenente Generale Gerardo Restaino, il Comandante tramat, Maggior Generale Tommaso Petroni, il Capo di Stato Maggiore del Comando Logistico dell’Esercito, Generale di Divisione Roberto Angius, il Capo del IV Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito, Maggior Generale Giovanni Di Blasi, il Comandante dei Supporti Logistici dell’Esercito, il Maggior Generale Giuseppe Benvenuto, Brigadier Generale Pietro Lo Giudice e il Capo Reparto Trasporti, Formazione e Specializzazione tramat, Brigadier Generale Vincenzo Tucci (tra i principali organizzatori del concerto), il Presidente nazionale dell’ANAFIM, Cavalier Achille Rivoli e molti altri. Non poteva mancare all’appello della solidarietà una numerosa rappresentanza di Autieri d’Italia. Non è la prima volta che i Veterani dell’ANAI prestano la loro opera meritoria in favore di persone con fragilità. In merito, ricordiamo la collaborazione tra l’Associazione Nazionale Autieri d’Italia e l’Associazione Juppiter APS, guidata da Salvatore Regoli , che si è concretizzata principalmente nel progetto “Destinazione Capo Nord” del 2024 e nel successivo “Back Home” del 2025, iniziative di solidarietà e inclusione. Il Presidente Restaino nel suo toccante intervento ha spiegato peraltro che si è trattato di «Un gesto di cuore per rendere il Natale un po’ più luminoso a chi ha bisogno. Natale è tempo di pace e qualcuno potrebbe chiedersi: “Perché un’Associazione d’Arma organizza una serata di beneficenza?” La risposta è semplice, ma profonda: perché la vera solidarietà si misura nella capacità di difendere chi è più fragile. Le Associazioni d’Arma, e la nostra tra queste, testimoniano quanto ha caratterizzato i suoi componenti quando erano in servizio attivo: la disciplina, il rispetto delle regole, la coscienza e conoscenza del limite. E proprio da questa coscienza nasce il dovere di guardare verso la comunità che ci circonda… ».
La Banda dell’Arma Trasporti e Materiali e gli artisti intervenuti all’evento hanno regalato una serata “poetica” al pubblico presente, con versi scritti dalla musica e strofe composte da emozioni e riflessioni sul vero senso della vita, che è quello di dedicarsi agli altri. Possiamo affermare con la massima convinzione che, grazie alla musica e alle parole profonde di chi è intervenuto nella serata, sono stati raggiunti altissimi livelli emozionali, a cui solo la vera solidarietà può consentire di arrivare. Ma cosa ci suggerisce il titolo della serata “Armonie di gioie e dignità”? La parola gioia suscita sentimenti di benessere interiore, ottimismo ed esultanza. La parola dignità enfatizza valori come il rispetto di sé e degli altri, l’autonomia e il valore intrinseco di qualsiasi essere umano. Infine il termine armonia crea un’alchimia tra i precedenti termini, l’assonanza tra elementi solo apparentemente difformi, la concordanza di suoni e versi poetici, come ispirano i ragazzi “dai colori diversi” dell’ANAFIM. L’ANAI, come noto, è composta soprattutto da Veterani, abituati dal primo giorno che hanno indossato l’uniforme e le mostrine dell’Arma tramat a servire la Patria, la collettività, gli altri. Gli Autieri d’Italia, anche in questa occasione, si sono dimostrati all’altezza della loro nobile missione, che è quella di continuare a servire la Patria, anche dopo il servizio attivo. Ieri sera il Sodalizio ha supportato l’ANAFIM, la cui principale missione è quella di offrire vari tipi di supporto e servizi essenziali per assistere i familiari con fragilità dei dipendenti e pensionati militari e civili del Ministero della Difesa. L’attività dell’ANAFIM è straordinariamente meritoria e degna della massima attenzione da parte di tutti noi!
Dove c’è solidarietà, attenzione ai più fragili, spirito di servizio verso la collettività, l’ANAI c’è e ci sarà sempre!
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RISCOPRIRE LE NOSTRE RADICI, VISITANDO IL MUSEO STORICO DELLA MOTORIZZAZIONE MILITARE, È INTERESSANTE PER CHIUNQUE, MA SOPRATTUTTO PER GLI AUTIERI

In occasione di ogni visita, si percepisce il valore etico delle tradizioni del Corpo Automobilistico (oggi Arma dei Trasporti e Materiali), e si può ammirare la passione e la competenza del personale che si dedica alla conservazione di questo immenso patrimonio museale

di Franco Fratini

Roma-Cecchignola, 20 dicembre 2025

Visitare il Museo Storico della Motorizzazione Militare suscita un’alchimia di emozioni che spaziano dall’ammirazione per l’ingegneria e l’inventiva dei pionieri della Motorizzazione Militare, all’emozione per il passato glorioso di ogni mezzo in esposizione, passando per il senso di orgoglio di appartenere a una nazione che ha scritto la storia dell’automobilismo militare e civile, senza trascurare i sentimenti di meraviglia che ispirano i pezzi pregiati in esposizione. L’associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI) in occasione del 70° Anniversario della costituzione del museo (1955-2025) ha peraltro condotto a termine un importante progetto editoriale, realizzando il volume “Al silenzioso rombo dei motori-Il Museo Storico della Motorizzazione Militare e le sue collezioni” di Emanuele Martinez, edito da Cengemi. La buona conservazione di questo straordinario plesso comporta un’immensa gratitudine nei confronti del Direttore del Museo, Tenente Colonnello Natale Bultrini, oltre che verso i Sottufficiali e Graduati che curano con passione e abnegazione i preziosi cimeli presenti nel museo. Come Direttore della rivista “L’AUTIERE” non posso che essere fiero di dirigere un periodico con una gloriosa storia alle spalle, testimoniata da alcune numeri molto antichi esposti in bacheca presso il museo. Il 20 dicembre 2025, due dei curatori delle nostre radici motoristiche, ovvero i Graduati Aiutanti Massimo Capozio e Morzillo Lorenzo, hanno guidato una delegazione in visita al museo, composta dallo scrivente, dal Capitano (Croce Rossa Italiana) Mario Verzolini, dalla redattrice della rivista “L’AUTIERE” Lucia Pavone e dalla dott.ssa Chiara Alesiani (Croce Rossa Italiana). I predetti Graduati, profondi conoscitori del cimeli esposti nel museo, hanno illustrato ottimamente la storia e le caratteristiche tecniche di ogni mezzo, rendendone comprensibile l’alta valenza storica e culturale, oltre a raccontare i mille segreti dei molti mezzi a due e quattro ruote esposti, risalenti agli albori della Motorizzazione Militare e poi impiegati durante la Grande Guerra e fino alla seconda guerra mondiale. Di particolare interesse per lo scrivente, un’uniforme esposta presso il museo, risalente al periodo della Grande Guerra (quando ancora non esisteva il Corpo Automobilistico) di un Automobilista militare appartenente a una delle sei Compagnie Automobilisti di un Reggimento di Artiglieria. Tale uniforme, con mostrine di Artiglieria, riporta sulla manica sinistra il simbolo (un veicolo a 4 ruote ricamato in oro) che contraddistingueva gli Automobilisti militari. La costituzione delle “Compagnie Automobilisti” iniziò il 1 ottobre 1912 e venne completata il 15 novembre dello stesso anno. Si scelse di trasformare 6 delle 40 “Compagnie del Treno di Artiglieria” in altrettante “Compagnie Automobilisti”. I precursori degli attuali Autieri, ovvero gli “Automobilisti militari”, quali Sandro Pertini (1^ Compagnia automobilisti), Ettore Guizzardi (5^ Compagnia automobilisti), Tazio Nuvolari (6^ Compagnia Automobilisti) ecc., prestarono servizio in una di queste gloriose Unità. Ecco le loro sedi e in quale Reggimento vennero allocate: 1a Compagnia Automobilisti, con sede a Torino, formata dal 25° Reggimento Artiglieria da campagna; 2a Compagnia Automobilisti, con sede a Monza, formata dal Reggimento Artiglieria a cavallo; 3a Compagnia Automobilisti, con sede a Bologna, formata dal 3° Reggimento Artiglieria da campagna; 4a Compagnia Automobilisti, con sede a Piacenza, formata dal 4° Reggimento Artiglieria da campagna; 5a Compagnia Automobilisti, con sede a Roma, formata dal 13° Reggimento Artiglieria da campagna; 6a Compagnia Automobilisti, con sede a Mantova, formata dal Reggimento Artiglieria a cavallo.
La visita è stata completata con un tuffo nel Regno Sabaudo. I predetti Graduati hanno spiegato le caratteristiche di alcune carrozze usate dai regnanti e risalenti al XVIII secolo, con relative uniformi originali di palafrenieri e cocchieri. La visita è risultata un arricchimento culturale ed emotivo per tutti. Numerosi erano anche gli altri visitatori esterni (soprattutto turisti, anche stranieri). Faccio presente che la visita del museo è consentita il sabato dalle ore 9,00 alle ore 12,00 con ingresso libero. Dal lunedì al venerdì solo gruppi su prenotazione. In ogni caso è opportuno segnalare i nominativi dei visitatori e la targa dell’autoveicolo preventivamente alla mail:
museomotorizzazione@comtramat.esercito.difesa.it
Il museo è peraltro accessibile anche ai disabili, parcheggiando il veicolo sul retro del piano rialzato dei padiglioni (evitando le scale di accesso anteriori).
Colgo l’occasione per evidenziare le caratteristiche di due dei mezzi esposti, non potendoli citare tutti: l’Alfa Romeo 6C 2500 cc Coloniale del 1942 e il Motociclo Frera 500 cc de 1916.
Alfa Romeo 6C 2500 Coloniale (1939 – 1942)
La vettura nacque dietro specifica del Ministero della Guerra per una versione militare da impiegare nelle colonie italiane. Nel 1939 iniziò lo sviluppo della “Coloniale”, destinata ai Comandanti e alle massime Autorità di Governo, con la realizzazione di due prototipi che, nell’ottobre dello stesso anno, vennero inviati sulle piste rocciose dell’Africa orientale italiana (AOI). Qui le vetture coprirono il percorso Asmara-Addis Abeba alla velocità media di 71 km/h ed il percorso Dire Daua-Addis Abeba a 74 km/h. Le prove permisero di sperimentare la carburazione a 2000 metri di altitudine, sull’altopiano etiopico ed il raffreddamento alle temperature africane. La messa a punto proseguì per tutto il 1940 e il 1941, quando la versione definitiva entrò in produzione e venne inviata sul fronte nordafricano e su quello russo. Dal 1941 al 1943 le officine dell’Alfa Romeo produssero per il Regio Esercito 150 esemplari della vettura, ai quali si aggiunsero 50 esemplari nella versione Alfa Romeo 6C Coloniale chiusa, ordinate nel dicembre 1941 per le truppe sul fronte orientale, e 44 Coloniali standard. Questa tipologia di vettura rimase in servizio dopo la guerra, con l’Esercito italiano, fino al 1955 circa. Si tratta di un’automobile militare con carrozzeria a torpedo scoperto, dotata di ampi parafanghi a copertura delle ruote anteriori. Nella parte anteriore è situato il cofano del motore, con apertura su entrambi i lati e chiuso anteriormente dalla calandra; nella parte posteriore invece si trova il baule. L’automobile dispone di due fanali anteriori posizionati ai lati della calandra e di due fanalini di coda sistemati sul bordo inferiore della carrozzeria; nella parte centrale delle fiancate sono posti gli indicatori di direzione. L’automobile dispone di quattro portiere laterali attraverso cui accedere ai sedili in pelle dell’abitacolo, all’interno del quale possono trovare spazio cinque persone compreso il guidatore. Il posto di guida è a destra; la leva del cambio è centrale e comanda quattro marce più la retromarcia.
Motociclo Frera 500 cc de 1916
Frera HP 4 ¾, prodotta nel 1916, motore di 500 cc, distribuzione rotonda, una delle prime motociclette dotate di cambio a 3 marce e da qui il moto è trasferito alla ruota posteriore tramite catena e corona, ancora attuali sulle motociclette dei nostri giorni. Corrado Frera, soprannominato “Il tedesco”, era nato il 23 marzo 1859 a Kreuznach, da famiglia di origini francesi, e si era trasferito a Milano nel 1885. Una volta ottenuta la cittadinanza, Frera avviò nel capoluogo lombardo un negozio di giocattoli; passò poi alla vendita di articoli in gomma per ciclisti che ben presto ampliò con l’attività di riparazione e vendita di biciclette e poi di motociclette. Negli ultimi anni dell’Ottocento, il negozio-officina di piazza Missori, era divenuto uno dei principali punti di riferimento dei ciclisti e motociclisti milanesi, nel quale si potevano acquistare particolari motociclette con motori svizzeri Zürcher o Lühti, montati su telai ciclistici rinforzati, appositamente realizzati dalla tedesca Neckarsulmer Pfeil e assemblati da Corrado Frera. Nel 1903, data la grande richiesta, venne impiantata la fabbrica di biciclette Corrado Frera & C. a Tradate, all’epoca in provincia di Como e ben collegata dalla ferrovia con Milano, che due anni dopo verrà trasformata in casa motociclistica. Fondata nel 1905 col nome di Società Anonima Frera da Corrado Frera, è stata tra le prime case motociclistiche italiane e tra le più grandi dell’epoca come volume produttivo. Nel 1908 arrivarono le prime commesse militari dai Bersaglieri, e nel 1911 l’azienda fu ulteriormente rafforzata dalle commesse dell’Esercito, che acquistò importanti quantitativi di biciclette a motore e motociclette. Nei primi anni di attività le moto Frera montavano propulsori costruiti dalla tedesca NSU o dalla franco-svizzera Zedel. Poi si passò alla costruzione di questi ultimi su licenza nella fabbrica di Tradate fino al 1914, anno in cui l’azienda iniziò a progettare e produrre in proprio i motori. Il suo successo commerciale è dovuto alla bontà dei modelli ed alle commesse militari, infatti la Frera fu il maggiore fornitore di motociclette del Regio Esercito durante la prima guerra mondiale. La Frera partecipò anche alle competizioni ciclistiche e motociclistiche, riportando numerose vittorie; tra queste ricordiamo la Roma-Napoli-Roma del 1912 e il Raid Nord-Sud nel 1923 e nel 1925; da segnalare che, nel 1920, fu la prima azienda italiana a progettare motociclette esplicitamente destinate alle corse. Nel 1919 venne aperto un secondo stabilimento, il “Frera 2”, destinato all’assemblaggio, al magazzino e alle attività di amministrazione. La produzione della Frera seguiva e anticipava in molti casi la velocissima evoluzione dei motocicli di quegli anni e andava dai primi modelli con motore monocilindrico da 1,25 cavalli e telai rigidi fino ai modelli con motori bicilindrici a V (motore V2) con cilindrate fino a 1140 cm³ e trasmissioni a catena, per tornare ai monocilindrici con distribuzione a 4 valvole in testa e sospensioni a parallelogramma anteriormente e forcellone oscillante posteriormente. La grossa cilindrata di alcuni modelli consentiva il felice abbinamento ad un sidecar.

INCONTRO DEL PRESIDENTE DELL’ANAI CON IL SINDACO DI SESTRI LEVANTE PER PIANIFICARE IL 32° RADUNO NAZIONALE DEL SODALIZIO

Una delegazione dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), con in testa il Presidente nazionale, si è recata a Sestri Levante (Genova) per incontrare i rappresentanti delle Istituzioni locali, al fine di stabilire i punti chiave del 32° Raduno nazionale del Sodalizio, che si terrà nella splendida “Città dei due mari” dal 9 all’11 ottobre 2026

di Redazione

Sestri Levante (Genova), 18 dicembre 2026

Una delegazione dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI) si è recata a Sestri Levante (Genova) per incontrare i rappresentanti delle Istituzioni locali e in particolare il Sindaco, Ing. Francesco Solinas, al fine di gettare le basi di quello che sarà l’ennesimo evento dell’ANAI, ovvero il 32° Raduno nazionale. Tale chiamata a raccolta delle Sezioni ANAI e dei Soci da tutta Italia vuole essere un momento di osmosi e sinergia con le Istituzioni locali e la popolazione civile, una riscoperta delle radici del Corpo Automobilistico (oggi Arma Trasporti e Materiali) affondate nel territorio ligure, che vide nascere i pionieri della Motorizzazione Militare, in particolare a Genova (1939-1940) e Savona (1940-1943), sedi del 15° Centro Automobilistico, in seguito 15° Reggimento Autieri. Queste Unità del Corpo Automobilistico, ai tempi, erano alimentate soprattutto da giovani liguri. Infatti, in attuazione della circ. n. 77820/Gab. in data 6 settembre 1939 del Ministero della Guerra, il 15 dello stesso mese venne costituito in Genova il 15° Centro Automobilistico composto da Comando, XV Gruppo automobilistico e Deposito, per le esigenze del XV Corpo d’Armata. Concorsero alla formazione della nuova Unità personale e mezzi dei Centri 2° (Alessandria) e 4° (Verona). Il 1° marzo 1940 il Centro venne trasferito a Savona. Il 1° luglio 1942 l’Unità cambiò denominazione e fisionomia, divenendo 15° Reggimento Autieri e tale rimase sino allo scioglimento del settembre 1943, a seguito degli eventi determinati dall’Armistizio. Nel corso del secondo conflitto mondiale il Reggimento divenne Centro di addestramento e mobilitazione e, tramite il Deposito, costituì e mobilitò: Comandi di Autoreparto pesante (A.R.P.): 6°, 31°, 250°, 369°; Comandi di Autoreparto autobus: 164°, 168°; Comando di Autogruppo: 61°; Comando di Autoreparto autocarri protetti: 259°; Officina mobile pesante: 13a, 6oa ed altri Reparti minori. Inoltre in Liguria si trovano importanti cimeli e monumenti dell’Arma dei Trasporti e Materiali, quale il complesso di opere funebri “in memoria” nel cimitero monumentale di Staglieno (Genova): uno dedicato ai Caduti dei “Battaglioni Volontari Ciclisti Automobilisti” (BVCA), costituiti in varie città d’Italia nel 1906, e l’altro agli “Autieri”, avvero agli Automobilisti militari della Grande Guerra e agli appartenenti al Corpo Automobilistico dopo il dicembre del 1935 (data della costituzione del Corpo). Il restauro delle predette opere è stato peraltro recentemente promosso dalla Sezione ANAI di Genova. Tornando alle finalità del 32° Raduno nazionale, l’appuntamento di ottobre a Sestri Levante vuole essere un’opportunità per comunicare le nobili finalità associative, sia alle Istituzioni locali che alla popolazione civile, soprattutto ai giovani e alle donne che non conoscono l’ANAI. Con la sua profonda esperienza professionale e un consolidato bagaglio di valori immortali, il Sodalizio intende proporsi come un punto di riferimento per la società, mostrandosi composto da Veterani al servizio della Comunità, latori di “Cultura della Difesa”, in grado di consigliare, indirizzare e guidare le nuove generazioni verso un futuro migliore e più “sostenibile” (dal punto di vista ambientale, umano, sociale ed economico), restando sempre fedeli alla Bandiera, alla Patria e alla Repubblica.
Come detto, la Delegazione dell’ANAI è stata ricevuta dal Sindaco, Ing. Francesco Solinas, e dal Dott. Luca Bacherotti, Assessore al Turismo (con deleghe di Commercio, Sviluppo Economico, Attività Produttive, Turismo, Promozione e Marketing territoriale, Eventi ecc.) nel Palazzo Comunale, sede del municipio e punto centrale dell’Amministrazione cittadina, ed era composta da: Presidente nazionale dell’ANAI, Tenente Generale Gerardo Restaino, Maggior Generale Pietro Barbera e Brigadier Generale Franco Fratini. Presenti all’incontro anche il Tenente Colonnello Alessandro Dighero, del Comando Militare Esercito (C.M.E.) “Liguria”, in rappresentanza del Colonnello Edmondo Dotoli, Comandante del C.M.E. “Liguria”, il Cavalier Marcello Delfino, Presidente della Sezione ANAI di Genova e Delegato regionale della Liguria, il Dott. Vinicio Raso, Presidente dell’Associazione Culturale “O Leûdo” (che contribuisce a valorizzare e conservare le tradizioni del territorio), Dott. Vittorio Ravot, Presidente dell’Associazione “Carpe Diem”, e Paola Gasparini, Segretaria dell’Associazione Culturale “O Leûdo”.
La presenza di tali importanti Autorità militari e istituzionali rappresenta un significativo momento propedeutico alla definizione del vasto programma previsto per il 32° Raduno nazionale degli Autieri d’Italia, che si terrà a Sestri Levante nei giorni 9, 10 e 11 ottobre 2026. Il Sindaco è l’Assessore sono apparsi entusiasti delle proposte di programma avanzate dalla Delegazione. Detto summit fa seguito ad altri precedenti incontri, organizzati dal Cavalier Marcello Delfino insieme al Dott. Vinicio Raso, con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, che hanno prontamente dimostrato il loro interesse all’evento dell’ANAI, accogliendo con favore lo svolgimento a Sestri Levante del 32° Raduno biennale degli Autieri d’Italia. Si tratta di una manifestazione di grande interesse a livello nazionale, che vedrà la partecipazione di migliaia di radunisti e ospiti nella “Città dei Due Mari”. A tal fine, il Cavalier Delfino e il Dott. Raso hanno concordato a suo tempo con la Presidenza dell’ANAI, un’“Unità di Collaborazione”, intesa a gestire, in loco, il grande evento che il Consiglio Direttivo Nazionale del Sodalizio, in occasione dell’Assemblea tenutasi a Roma il 22-23 ottobre 2025, ha deciso e approvato. La Delegazione ANAI è ripartita in giornata alla volta di Roma, dopo aver dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi tecnici degli spazi pubblici e delle sale conferenze idonei per il prossimo Raduno.
Ad maiora semper con l’ANAI.
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