Presso l’Auditorium dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG), Casa Madre, nella stupenda cornice storica e architettonica di Piazza Adriana, ha avuto luogo un memorabile evento dedicato alla Grande Guerra, con il suo patrimonio immortale di valori e sentimenti. L’Archivio Storico Luce-Cinecittà S.p.A., in collaborazione con l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, l’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università di Udine, ha organizzato il seminario di approfondimento sulla prima guerra mondiale “Antologizzare la battaglia: ‘Guerra nostra’ e il primo conflitto mondiale”, con la proiezione del film “Guerra nostra” (Istituto Nazionale Luce, 1930). L’incontro ha offerto un’occasione di riflessione sul linguaggio cinematografico e sulla costruzione della memoria visiva della Grande Guerra, con interventi di Marco Pizzo (Istituto per la storia del Risorgimento italiano), Costantino Di Sante (ANMIG), Patrizia Cacciani (Cinecittà-Archivio Storico Luce), Luca Mazzei (Università di Roma Tor Vergata) e Simone Venturini (Università di Udine). La proiezione del film è stata accompagnata al pianoforte da Maurizio Corazza, con musica ispirata alle fonti e al clima d’epoca, nonché al tessuto drammatico, narrativo e visuale dei tre atti che compongono l’edizione del film del 1930. Presente al toccante evento, il Direttore della rivista “L’AUTIERE”, Brigadier Generale Franco Fratini, in rappresentanza del Presidente dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), Tenente Generale Gerardo Restaino, e l’Autiere Valerio Poszumski. Perché sono importanti eventi come quello organizzato dall’Archivio Storico Luce? Ci sono numerosi motivi per commemorare la Grande Guerra, anche a distanza di oltre 100 anni dal suo epilogo. Innanzitutto si tratta di un impegno civile orientato a enfatizzare il valore della pace: ricordare l’ecatombe fratricida dei soldati, in molti casi sepolti l’uno accanto all’altro nei Cimiteri di guerra, e l’esperienza drammatica della popolazione civile, per fare in modo che conflitti di tale portata e drammaticità non si ripetano. Si aggiunge la motivazione democratica ed europeista: l’Europa unita e democratica come alternativa ai nazionalismi e alle guerre che hanno insanguinato per secoli il nostro continente, fino ad arrivare ai due terribili conflitti del “Secolo breve”, senza dimenticare che sul fronte italo-austriaco hanno combattuto quasi tutti i Paesi che oggi fanno parte dell’Unione europea. Si deve inoltre ricordare anche la narrazione memoriale che vuole la prima guerra mondiale come l’ultima delle guerre risorgimentali italiane. Si tratta di un quadro storico complesso ed eterogeneo, a cui bisogna aggiungere l’elemento di una memoria oramai senza ricordo, perché non è più possibile attingere alle testimonianze dei reduci che hanno avuto esperienza diretta della Grande Guerra. Infine, senza nulla togliere alla legittima sacralità commemorativa, spesso da queste memorie manca il retroscena storico, con tutte le sue complessità e ambiguità. Il pur doveroso racconto delle esperienze e delle sofferenze dei nostri soldati sembra a volte prendere il sopravvento sull’analisi delle cause e degli effetti della guerra, che sono stati enormi dal punto di vista politico e sociale: la scomparsa degli Imperi e la nascita o la trasformazione di nuovi Stati, la rivoluzione bolscevica e la guerra civile che ne è derivata, le crisi politiche in Italia e nella Repubblica di Weimar da cui si sono sviluppati i regimi dittatoriali che hanno trascinato nuovamente l’Europa nella tragedia. È proprio partendo dalla conoscenza della storia europea che eventi e seminari come quello organizzato dall’Archivio Storico Luce assumono un’importanza fondamentale nel percorso della consapevolezza comune. Inoltre, in questo contesto, i luoghi della memoria, come i monumenti ai Caduti, le trincee o i Cimiteri di guerra, assumono una specifica funzione etica e didattica, oltre alla loro fondamentale funzione evocativa e all’immensa dimensione simbolica.
Per quanto riguarda il film, si tratta di una pellicola antologica realizzata grazie alla disponibilità presso l’Istituto Nazionale Luce di parte delle pellicole girate sui vari fronti di combattimento. L’edizione 35 mm del 1927 è andata perduta ed è testimoniata da un unico frammento, conservato in digitale presso l’Archivio Storico Luce-Cinecittà S.p.A. e il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca nazionale.
Il restauro digitale di “Guerra Nostra” si è concentrato sulla riproposta della prima edizione del 1930 a partire dalla migliore copia disponibile allo stato attuale delle ricerche.
Preservare il ricordo è un preciso dovere dell’ANAI e noi teniamo fede ai nostro doveri verso chi ha sacrificato la propria vita per la Patria!
