Roma, 2 luglio 2026

L’Automobile Club d’Italia (ACI) Roma ha organizzato un importante convegno “Muoversi senza rischi: il futuro della mobilità urbana” presso il Salone delle Fontane di Roma, in via Ciro il Grande n. 16. La suggestiva location del convegno era arricchita dai manifesti pubblicitari del Rally di Roma Capitale 2026 (patrocinato dall’ACI e laboratorio esperienziale sulla sicurezza) che si svolgerà dal 3 al 5 luglio e si prepara a essere una delle edizioni più importanti di sempre.
L’iniziativa sulla sicurezza stradale, promossa da ACI e dalla Fondazione Filippo Caracciolo (Centro studi di riferimento della Federazione ACI), ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sui temi della sicurezza stradale e della mobilità urbana, che ha registrato la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni, degli Enti locali, del mondo accademico e dei principali operatori del settore.
Tra le Autorità intervenute: Antonino Geronimo La Russa, Presidente dell’Automobile Club d’Italia (peraltro grande estimatore dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia- ANAI), il Generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette, Presidente di ⁠Sara Assicurazioni e già Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppina Fusco, Presidente della Fondazione Caracciolo, Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Urbana del Comune di Roma e molti altri.
Presente anche una delegazione dell’ANAI, composta dai Brigadier Generali Onofrio Garzone e Franco Fratini, in quanto uno dei pilastri del Sodalizio è proprio la Sicurezza e l’Educazione stradale.
Nel corso dell’evento è stato presentato uno studio che riporta dati significativi sull’incidentalità stradale a Roma e che descrive le politiche adottate dall’Amministrazione capitolina per contrastare il dramma umano e sociale della mortalità sulle strade.
La situazione della sicurezza stradale in Italia delineata dai report congiunti di ACI e ISTAT (che costituiscono il quadro di riferimento per le politiche di prevenzione del ⁠Ministero dell’Interno) registra oltre 173.000 incidenti annui, con circa 3.000 vittime e oltre 233.000 feriti. L’obiettivo europeo è il dimezzamento delle vittime entro il 2030, ma la situazione rimane critica per gli utenti vulnerabili.
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