Il Medagliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI) era presente a Porta San Paolo per le celebrazioni

Roma, 8 settembre 2025

di Redazione

A Porta San Paolo e al Parco della Resistenza si è tenuta la cerimonia commemorativa in occasione dell’82° Anniversario della Difesa di Roma dell’8 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto.
8 settembre 1943. Firmato l’armistizio di Cassibile, comincia immediatamente la Resistenza al nazifascismo e Roma diviene subito teatro di guerra. Oltre mille militari e 120 civili muoiono nel tentativo di difendere la Capitale dalla Wehrmacht che alla fine, dopo due giorni di scontri, ha la meglio sulle forze resistenti, eroiche ma prive di coordinamento e ordini precisi, e occupa l’Urbe. Dalla nascita della Repubblica il giorno dell’armistizio – e dell’inizio della battaglia per la difesa di Roma – viene ricordato sui luoghi che videro il sacrificio di soldati e cittadini romani, a Porta San Paolo, dove lo scontro fu particolarmente massiccio e cruento.
Le commemorazioni si sono aperte con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Presidente della Repubblica alla stele commemorativa che ricorda i Caduti per la difesa di Roma e sono proseguite al Parco della Resistenza, con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento alla memoria dei militari caduti durante la Guerra di Liberazione (oltre 87.000 militari delle 4 Forze Armate e del Corpo della Guardia di Finanza).
Il Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), Tenente Generale Gerardo Restaino, e il Medagliere Nazionale del Sodalizio, fieramente esposto dal Primo Luogotenente Paolo Ballarini, erano presenti a Porta San Paolo per le predette celebrazioni. I discorsi del Presidente dell’Associazione dei Militari Reduci della Guerra di Liberazione, Generale di Divisione Pino Errico, e delle Autorità intervenute, fino al Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, hanno evidenziato quanto sia importante e giusto, oltre che un debito d’onore, il ricordare che la Guerra di liberazione non fu solo appannaggio di alcuni, ma che vide la partecipazione del popolo e delle forze regolari italiane. Queste combattevano nei Raggruppamenti militari, inseriti nelle Armate alleate o in supporto per logistica, informazioni, addestramento e comunicazioni, all’interno delle formazioni del Comitato di Liberazione Nazionale. È doveroso inoltre ricordare i circa 630.000 militari italiani internati in Germania, che si rifiutarono di continuare a combattere a fianco dei nazisti.
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