Categoria: Cerimonie ufficiali

L’ANAI PRESENTE ALLA CELEBRAZIONE DEL 165° ANNIVERSARIO DELL’ESERCITO ITALIANO

Cerimonia conclusiva con il Ministro della Difesa Guido Crosetto. Il Medagliere degli Autieri d’Italia esposto con fierezza in piazza Duomo

di Redazione

L’Aquila, 5 maggio 2026

Nel 2026, la Festa Nazionale dell’Esercito Italiano si è tenuta a L’Aquila dall’1 al 5 maggio, in occasione del 165° anniversario della costituzione della Forza Armata. Presente anche una delegazione dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), con in testa il Presidente nazionale, Tenente Generale Gerardo Restaino, il Primo Luogotenente Giuseppe Carvelli e il Medagliere nazionale, fieramente esposto dal Primo Luogotenente Paolo Ballarini in piazza Duomo. La Delegazione ha rappresentato l’intero Sodalizio e, simbolicamente, tutti gli Autieri di ogni epoca. Il 4 maggio 1861, il Generale Manfredo Fanti, Ministro della Guerra del Governo Cavour, con la Nota n.76, decretò che da quel giorno, l’Armata Sarda avrebbe preso il nome di “Regio Esercito” (“rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda”). A diciassette giorni dalla Proclamazione del Regno d’Italia, iniziò così la grande Storia del nostro Esercito, la più antica e gloriosa componente delle Forze Armate italiane. Partecipe dell’Epopea risorgimentale, nella terza Guerra d’Indipendenza e a Porta Pia, è stata protagonista in tutte le imprese e in ogni operazione militare di fine Ottocento, in occasione delle Guerre coloniali o della Spedizione in Cina, fino alla Guerra Italo-turca, poi nella Grande Guerra del 1915-18 e nel secondo conflitto mondiale. Nel Dopoguerra, fino ai nostri giorni, l’Esercito Italiano è stato impegnato in numerose e importanti missioni internazionali sotto l’egida dell’ONU o della NATO. Un percorso che ha visto impegnati migliaia di nostri soldati, in operazioni che hanno dato lustro e credibilità alle nostre Forze Armate e al Corpo Automobilistico (oggi Arma dei Trasporti e Materiali) per la grande professionalità e lo spirito di servizio spinto, da parte di tanti nostri eroici militari, fino all’estremo sacrificio. L’evento a L’Aquila ha trasformato il centro storico del capoluogo abruzzese con una serie di iniziative dedicate al legame tra l’istituzione militare e i cittadini, tra le quali:
Villaggio Esercito: allestito in centro città dall’1 al 5 maggio, ha permesso di conoscere da vicino i mezzi, le tecnologie e le attività quotidiane dei soldati. Sono state allestite aree espositive, simulatori di volo e palestre di addestramento;
Cerimonia Militare: il momento solenne si è tenuto nella mattinata del 5 maggio in Piazza Duomo;
Esibizioni: il programma ha previsto concerti delle fanfare militari e serata musicale con la Banda dell’Esercito.
Il 3 maggio hanno avuto luogo esibizioni Itineranti della Banda dell’Arma Trasporti e Materiali, della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense e della Fanfara del 1° Reggimento Bersaglieri. Nella giornata conclusiva del 5 maggio, solenne appuntamento della deposizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti presso la Villa Comunale. A deporre la corona è stato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello. «Qui la cultura si è trasformata in una forza concreta, capace di custodire la memoria e di rappresentare la base dell’identità collettiva – le parole del Generale Masiello. Da una parte la tradizione, che preserva e tramanda il passato; dall’altra l’innovazione, che interpreta il presente e dà forma al futuro». Subito dopo le commemorazioni si sono spostate in piazza Duomo con la cerimonia militare che ha visto la partecipazione delle varie Armi e Specialità dell’Esercito e delle massime cariche civili e militari dello Stato, tra cui il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che nella sua allocuzione ha affermato: «Mi inchino ai familiari dei Caduti che hanno voluto dimostrare con la loro presenza l’attaccamento alle istituzioni. A loro va il mio grazie più sincero, a loro e ai loro cari di cui custodiremo sempre la memoria. Associo ai caduti i 309 sorrisi che si sono spenti qui nel 2009, quando c’è stata una tragedia che però ha unito tutto il paese a questa città. Anche per questo è stata scelta L’Aquila, simbolo di rinascita. In quel rialzarsi la città ha avuto un compagno di cammino silenzioso: l’Esercito, la Forza Armata, lo Stato. La mano che aiuta molto spesso è quella dei servitori dello Stato che fa quel che fa non a titolo personale, ma come rappresentante della Repubblica […]». Nel corso della cerimonia, degno di nota il passaggio di elicotteri con lancio di paracadutisti del gruppo sportivo, che sono scesi in piazza con la bandiera italiana e quella dell’Esercito.

IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANAI PRESENTE ALL’INCONTRO DEL PRESIDENTE MATTARELLA CON GLI ESPONENTI DELLE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA, IN OCCASIONE DELL’81° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

Nel suo intervento il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, ha ribadito il pieno diritto delle Associazioni di iscriversi al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), al fine di operare proficuamente in favore della collettività

Roma, 24 aprile 2026

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza dell’ 81° anniversario della Liberazione.
Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Nazionale permanente delle Associazioni d’Arma, Generale di Corpo d’Armata Paolo Gerometta e del Presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Prof. Claudio Betti, sono intervenuti il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti e il Presidente della Repubblica.
«Tutte le Associazioni Combattentistiche e d’Arma sono parte essenziale della storia d’Italia; ci ricordano le nostre radici e custodiscono il patrimonio comune e condiviso della Nazione», così ha affermato il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti – in delega del Ministro della Difesa, Guido Crosetto – in occasione dell’incontro del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, per l’81° Anniversario della Liberazione. Presente all’evento, in rappresentanza di tutto il nostro Sodalizio, il Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), Tenente Generale Gerardo Restaino.
Nel 1945 l’Italia si liberava dall’occupazione nazista dopo un cammino sanguinoso e travagliato, iniziato con l’Armistizio dell’8 settembre 1943. «Tra le pagine meno note – ha evidenziato la Senatrice – quella di circa 650.000 Internati Militari Italiani (IMI), deportati nei campi di prigionia in Germania e in Polonia, privati dello status di prigionieri di guerra, testimoni di una ‘resistenza senza armi’, troppo spesso dimenticata ed ora ricordata con l’istituzione della ‘Giornata’ dedicata, il 20 settembre».
L’Italia esce dalla guerra ferita e divisa, ma trova la forza di rialzarsi e di dare vita alla stagione della Costituzione repubblicana, «… i cui principi fondativi ancora oggi garantiscono pace e libertà; valori che non dobbiamo mai dare per scontati, ma che dobbiamo difendere ogni giorno», ha dichiarato la Rauti.
Per il Sottosegretario, «le Associazioni Combattentistiche, Partigiane e d’Arma sono custodi della memoria, ma anche protagoniste del presente, con il servizio di volontariato – rientrando a pieno titolo nel Terzo Settore – e artefici della trasmissione alle giovani generazioni del patrimonio valoriale».
La Senatrice ha ringraziato tutte le Associazioni per l’impegno quotidiano, «declinazione concreta dei principi di coesione ed inclusione sociale della Cultura della Difesa. La loro funzione è sempre più necessaria, anche alla luce della riorganizzazione complessiva del comparto Difesa – fortemente voluta dal Ministro Crosetto – nella quale il modello dell’associazionismo e di una Riserva logistica volontaria potranno avere un ruolo importante».
Così come le Forze Armate si stanno trasformando per adeguarsi ai tempi, così la Senatrice ha esortato tutti a trovare sempre nuove idee, energie e iniziative sia per far conoscere la nostra storia comune, sia per arricchire i tanti e lodevoli interventi a cui spingono i principi dell’Associazionismo. L’azione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, oltre che riferimento per la società civile, è fondamentale nei confronti dei giovani, il cui talento non può andare disperso. La società globale offre straordinarie opportunità, ma dobbiamo saper collegare i valori al futuro, la nostra memoria comune alla costruzione di un tempo nuovo. L’esperienza e la passione civile dei Veterani sono molto importanti in questo senso. «Continuate è stato l’invito che vi rivolgo in questa preziosa opera di accompagnamento delle nuove generazioni nel solco dell’impegno, della responsabilità, della solidarietà, della giustizia. Ne riceveranno beneficio la società civile e le nostre istituzioni democratiche. Viva la Liberazione. Viva la Repubblica. Viva l’Italia!».

FESTA DELLA LIBERAZIONE 2026: MATTARELLA RENDE OMAGGIO AL MILITE IGNOTO. MELONI: “ITALIA FORTE GRAZIE AI VALORI DELLA COSTITUZIONE”

In rappresentanza degli Autieri, presente alla solenne cerimonia il Presidente nazionale dell’ANAI. Cortei, eventi e celebrazioni per la Festa della Liberazione. La premier: “Amore per libertà antidoto contro totalitarismo e autoritarismo”. Crosetto: “Grati a una generazione che ci ha restituito la libertà”

25 aprile 2026

di Redazione

In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, tutta l’Italia ha celebrato la ricorrenza. Con l’omaggio all’Altare della Patria del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno preso il via le celebrazioni. Ad accompagnarlo i Presidenti del Senato, Ignazio La Russa; della Camera, Lorenzo Fontana; del Consiglio, Giorgia Meloni; della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso. Presenti anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano e le Autorità locali. Il Presidente della Repubblica ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria, ha passato in rassegna il Reparto d’Onore schierato con Bandiera e Banda, e ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Terminata la cerimonia il Capo dello Stato si è trasferito a San Severino Marche, città scelta quest’anno per la commemorazione ufficiale. È il riconoscimento di una storia locale che si intreccia con le vicende più ampie della Resistenza italiana, restituendo centralità a territori spesso marginalizzati dalla storiografia ufficiale. Una scelta che parla non solo del passato, ma anche del modo in cui la Repubblica intende custodire e trasmettere la propria memoria. La presenza del Capo dello Stato suggella un percorso di memoria condivisa che contribuisce a definire il carattere plurale della lotta di Liberazione. La visita si inserisce in un cammino già avviato nel 2022, quando Mattarella conferì alla città la Medaglia d’Oro al Merito Civile. L’onorificenza riconobbe una lettura storiograficamente matura del fenomeno resistenziale: non solo lotta armata delle formazioni partigiane, ma anche mobilitazione della popolazione civile, protagonista di una diffusa rete di solidarietà. San Severino Marche accolse e protesse centinaia di sfollati e perseguitati, offrendo un esempio concreto di “Resistenza civile”, che la ricerca più recente ha contribuito a valorizzare. In questo senso, la giornata del 25 aprile assume una duplice dimensione: commemorazione di un passaggio cruciale della storia nazionale e riaffermazione del legame tra istituzioni repubblicane e territori. Presenti anche delegazioni delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, con in testa il Presidente dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), Tenente Generale Gerardo Restaino, in rappresentanza dell’intero Sodalizio. Un giorno da celebrare come Festa di tutti gli italiani, di tutti noi. Il 25 aprile 1945 rappresenta una data fondamentale nella storia della nostra Repubblica. Significò, infatti, per il nostro Paese, l’affermazione della democrazia e della libertà. La fine della guerra e la riconquistata indipendenza. Anche in tale giorno solenne, l’ANAI ha fatto il proprio dovere, partecipando alle celebrazioni e sublimando i valori di libertà e democrazia.

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