ll Presidente dell’ANAI,, unitamente alle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma, con le più alte cariche dello Stato all’Altare della Patria al Vittoriano, per le celebrazioni della Festa della Liberazione

Roma 25 aprile 2025

di Redazione

Il 25 aprile di ogni anno si celebra in Italia la Festa della Liberazione, un anniversario molto significativo nella storia italiana perché commemora la liberazione dell’Italia dal nazifascismo (25 aprile del 1945), con la fine dell’occupazione nazista e la caduta del fascismo. Per chiunque, ma soprattutto per chi indossa con onore un’uniforme, questa data significa la “rinascita” delle nostre Forze Armate, i cui valori fondanti da quella data furono basati su valori nobili e immortali quali Patria, democrazia, Repubblica, pace e fratellanza. È una festa nazionale, simbolo della Resistenza, del contributo fondamentale dell’Esercito cobelligerante (Corpo Italiano di Liberazione) e della lotta partigiana, a partire dall’8 settembre 1943 (il giorno in cui gli italiani seppero della firma dell’armistizio a Cassibile). Quest’anno le celebrazioni per l’80° Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, il 25 aprile 2025, si sono aperte come da tradizione con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria da parte del Capo dello Stato. La cerimonia al Vittoriano ha avuto luogo alla presenza delle più alte cariche istituzionali, tra le quali: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Antonio Portolano e i Capi di Stato Maggiore delle varie Forze Armate. Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha così commentato questa solenne ricorrenza: «Il 25 Aprile è il simbolo di un popolo che ha scelto la libertà contro la barbarie, la democrazia contro l’oppressione. Ottant’anni fa, l’Italia seppe rialzarsi grazie al coraggio di uomini e donne che, animati da idee e sensibilità diverse, si unirono nella Resistenza per sconfiggere il nazifascismo. Celebrare questo giorno è un doveroso tributo alla memoria di chi ha combattuto per assicurare un futuro di pace e di giustizia alle generazioni a venire, guidando il Paese verso la ricostruzione. La loro memoria guida e rafforza l’impegno per una società saldamente fondata sulla libertà, la democrazia e la pace». La premier Giorgia Meloni, in merito a tale ricorrenza, ha invece affermato: «Oggi onoriamo i valori democratici negati dal fascismo. L’Italia celebra l’ottantesimo anniversario della Liberazione. In questa giornata, la Nazione onora la sua ritrovata libertà e riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato e che da settantasette anni sono incisi nella Costituzione repubblicana. La democrazia trova forza e vigore se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto e sulla libertà e non sulla sopraffazione, l’odio e la delegittimazione dell’avversario politico». Alla solenne cerimonia non potevano mancare le principali Associazioni Combattentistiche e d’Arma, che simboleggiano il legame e la memoria condivisa tra la Patria e coloro che hanno servito le Forze Armate, e rappresentano un importante ruolo nella conservazione della Cultura della Difesa e dei valori militari. Tra i molti Sodalizi presenti, sull’Altare della Patria si stagliava l’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), rappresentata dal suo Presidente nazionale, che ha avuto modo di stringere la mano al Presidente della Repubblica e al Ministro della Difesa, e insieme a loro, e alle altre cariche dello Stato presenti, ha condiviso i sentimenti e le emozioni che hanno contraddistinto la toccante cerimonia. Gli 80 anni dalla data del 25 aprile 1945 hanno quindi rappresentato una tappa fondamentale nella storia della nostra Repubblica, la rinnovata affermazione della democrazia e della libertà, il ricordo della fine di una guerra crudele e cruenta e della riconquistata indipendenza. In quel conflitto gli Italiani, civili e militari, offrirono grandi sacrifici e patirono numerosi lutti ma, alla fine, l’Italia fu nuovamente libera, unita e indipendente sotto un’unica Bandiera, con una grande volontà di ricostruzione, morale e materiale. Dove ci sono sentimenti inclusivi e unificanti, l’ANAI c’è sempre!
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