CICLO DI CONFERENZE PROMOSSO DALL’ANAI SUGLI 80 ANNI DALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE (1946-2026)
L’assemblea Costituente raccontata ai giovani presso l’Università del Salento in Lecce, l’Istituto tecnico economico Oronzo Gabriele Costa di Lecce e l’Università eCampus di Bari. Riunita per la prima volta il 25 giugno 1946, lavorerà fino al 31 gennaio 1948 dando vita alla Costituzione repubblicana
Lecce-Bari, 21-22 aprile 2026
di Franco Fratini
Nell’ambito dei cicli di conferenze, di carattere storico e geostrategico, promosse dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), sono state organizzate il 21 e il 22 aprile 2026, a Lecce e Bari, tre sessioni divulgative presso l’Università del Salento in Lecce, l’Istituto tecnico economico Oronzo Gabriele Costa di Lecce e l’Università eCampus di Bari. Tali eventi avevano la finalità di raccontare, soprattutto ai giovani, l’importanza della “Costituzione più bella del mondo”, in occasione dell’80° anniversario dall’Assemblea Costituente (1946-2026), del Referendum istituzionale e del primo voto delle donne. Principale relatrice di tali conferenze è stata la Dott.ssa Lucia Abbatantuono, Consigliere Giuridico in Diritto Internazionale e Giornalista, Vicedirettrice della rivista “La Giustizia”, Redattrice di punta della rivista “L’AUTIERE”, titolata Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) ed esperta di politica internazionale. Non sono mancati interventi e saluti di eminenti figure accademiche, istituzionali e militari, quali: Dottor Marcello Favale (moderatore della conferenza presso l’Istituto tecnico economico Oronzo Gabriele Costa di Lecce), già responsabile della pagina di Lecce per “Il TEMPO”, collaboratore di altre testate nazionali e inviato della RAI presso la redazione del TGR Puglia, Dottor Mario Trafiletti, Dirigente Ambito Territoriale di Lecce, Dirigente Scolastico Professor Antonucci Paolo, Senatrice Adriana Poli Bortone, Sindaco di Lecce, Dottor Natalino Domenico Manno, Prefetto di Lecce, Colonnello Emanuele Lasalandra, Consigliere nazionale ANAC (Associazione Nazionale Arma di Cavalleria), Maresciallo Luogotenente Pasquale Paladini, Presidente della Sezione ANAC di Lecce, Professoressa Maria Antonietta Aiello, Rettrice dell’Università del Salento, Dottor Vincenzo Tondi della Mura, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università del Salento, Dottoressa Maddalena Mongiò (moderatrice per la conferenza presso l’Università del Salento in Lecce), Giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Dott.ssa Lorena Albani, Dirigente Responsabile Università eCampus di Bari, Colonnello Arcangelo Notarfrancesco, Comandante del Comando Militare Esercito “Puglia” in Bari, Colonnello (Autiere) Marco Ferrari, Comandante del Reggimento Logistico “Pinerolo” e, ovviamente, Tenente Generale Gerardo Restaino, Presidente dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI) e primo promotore del ciclo di conferenze. Questi sono stati i punti salienti dell’esposizione della principale relatrice, Dott.ssa Abbatantuono, agli eventi di Lecce e Bari:
– Cos’è un’Assemblea Costituente;
– Giuseppe Grassi, leccese e “Padre Costituente”, le sue parole;
– Aldo Moro, leccese/barese, spunti dal suo discorso alla Costituente;
– Come si è arrivati alla Costituente: background storico/politico;
– Dal referendum alla Costituente;
– Cos’è un’Assemblea Costituente;
– I lavori, le istanze, le scuole di pensiero;
– Il ruolo delle “Madri Costituenti”;
– L’archivio storico, un lascito monumentale;
– I punti salienti della “Costituzione più bella del mondo”;
– Riformare o applicare? Le osservazioni dei più eminenti costituzionalisti.
Alla conferenze sono intervenute numerose e insigni Autorità civili e militari, oltre a una nutrita rappresentanza dell’ANAI. In estrema sintesi, l’esposizione ha enfatizzato il ruolo dell’Assemblea Costituente del 1946, che fu fondamentale per aver redatto la Costituzione italiana (dal 25 giugno 1946 all’8 maggio 1948), traghettando il Paese dal fascismo alla democrazia repubblicana. Eletta a suffragio universale (inclusa la prima partecipazione femminile al voto politico), ha sancito la sovranità popolare e definito i diritti fondamentali, approvando la Carta entrata in vigore nel 1948. Il 25 giugno 1944, pochi giorni dopo la liberazione di Roma, il Governo guidato da Ivanoe Bonomi stabilì che, al termine della guerra, gli italiani avrebbero eletto a suffragio universale, diretto e segreto un’Assemblea Costituente, con il compito di scegliere la nuova forma dello Stato e di scrivere una Costituzione capace di rifondare il Paese. Il 16 marzo 1946 il Governo di Alcide De Gasperi ridefinì quel progetto: all’Assemblea fu affidata esclusivamente la redazione della nuova Carta fondamentale, mentre la decisione tra Repubblica e Monarchia venne rimessa direttamente al popolo attraverso un referendum. Fu inoltre stabilito che, in caso di vittoria della Repubblica, il primo atto dell’Assemblea sarebbe stato l’elezione del Capo provvisorio dello Stato. Il 10 giugno 1946, nella Sala della Lupa di Montecitorio, la Corte di cassazione in seduta solenne proclamò i risultati provvisori del referendum istituzionale (in seguito confermati), con 12.718.641 voti, pari al 54,3% dei voti validi, espressi a favore della Repubblica. Dopo la proclamazione, il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato, guidando il passaggio verso il nuovo ordinamento repubblicano. Il 1° febbraio 1945, mentre l’Italia è ancora segnata dalla guerra di Liberazione, il Governo Bonomi riconosce alle donne il diritto di voto. Il suffragio femminile rappresenta il punto d’arrivo di un lungo percorso iniziato nella seconda metà dell’Ottocento, all’indomani dell’Unità d’Italia. Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 1 del 7 gennaio 1946 le donne ottengono l’eleggibilità nei consigli comunali; pochi mesi dopo, con il decreto n. 74 del 10 marzo 1946, l’accesso all’Assemblea Costituente. Il 1946 segna una doppia svolta nella storia italiana: la conquista definitiva del suffragio e l’inizio della stagione repubblicana. In primavera le donne votano per la prima volta alle elezioni amministrative, ma è il 2 giugno, con il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente, che diventano protagoniste della vita democratica del Paese. Le “Madri Costituenti” contribuiscono in modo decisivo alla definizione dei diritti, dei doveri e dei valori fondanti della Repubblica. Il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio si tiene la prima seduta dell’Assemblea Costituente, nell’Aula dove ancora oggi lavora la Camera dei deputati. È una stagione nuova, figlia del voto popolare. Le consultazioni del 1946 segnano la svolta: con il voto femminile si compie infatti il suffragio universale pieno. Nell’ emiciclo di Montecitorio fanno il loro ingresso 556 deputati, tra cui 21 donne, che entrano per la prima volta in un’Assemblea rappresentativa. Alla presidenza viene eletto Giuseppe Saragat. L’Assemblea il 28 giugno 1946 elegge Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato. Per dare forma alla nuova Italia viene creata la “Commissione dei 75”, il laboratorio in cui nasce il progetto di Costituzione. Sul fronte del Governo, guidato da Alcide De Gasperi, l’Assemblea trova un interlocutore dedicato: il Ministero per la Costituente. Istituito nel 1945 e affidato a Pietro Nenni, questo Ministero prepara le elezioni, raccoglie studi, elabora materiali. Il dibattito sulla nuova Costituzione prende ufficialmente il via il 4 marzo 1947. Il 27 dicembre il Capo provvisorio dello Stato firma la Costituzione, che viene pubblicata lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore il 1° gennaio 1948. Nel suo intervento conclusivo, il Presidente Terracini racconta l’instancabile lavoro della Costituente attraverso i numeri: 347 sedute, di cui 170 dedicate solo alla Costituzione; 1.663 emendamenti ai 140 articoli, oltre 1.000 interventi in Aula, decine di votazioni, ordini del giorno, mozioni, interrogazioni e interpellanze. Dietro queste cifre c’è un’Assemblea che lavora senza sosta, determinata a dare al Paese istituzioni rappresentative solide e una Carta capace di parlare al futuro.
Eventi divulgativi, come quelli di Lecce e Bari, sono stati perseguiti e promossi con determinazione dall’ANAI, e vogliono rievocare e raccontare alcuni episodi che hanno segnato la storia italiana e il percorso di democrazia repubblicana. Inoltre, tali appuntamenti con la storia e la nostra Costituzione rendono onore a tutti coloro (militari e civili) che hanno combattuto per la Patria e la democrazia, molti di loro anche a costo della propria vita. Raccontare tali passi fondamentali della nostra storia ai giovani è fondamentale per trasformarli da semplici abitanti del Paese a cittadini consapevoli, responsabili e capaci di difendere i valori di Patria, Repubblica, democrazia, pace e fratellanza, libertà, uguaglianza e solidarietà. Spiegare la nostra Carta costituzionale, nata nel lontano 1948, aiuta le nuove generazioni a orientarsi con consapevolezza nella società, riconoscendo i propri diritti e doveri, superando egoismi e individualismi in favore del bene comune e della collettività. Preservare il ricordo di tali eventi e di tali Istituzioni è un preciso dovere dell’ANAI e delle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Anche a Lecce e a Bari, grazie soprattutto alla capacità progettuale dell’ANAI, oltre alla professionalità e alla capacità espositiva della Dott.ssa Lucia Abbatantuono, ha echeggiato il motto degli Autieri “Fervent rotae fervent animi”!
IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANAI PRESENTE ALL’INCONTRO DEL PRESIDENTE MATTARELLA CON GLI ESPONENTI DELLE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA, IN OCCASIONE DELL’81° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
Nel suo intervento il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, ha ribadito il pieno diritto delle Associazioni di iscriversi al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), al fine di operare proficuamente in favore della collettività
Roma, 24 aprile 2026
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza dell’ 81° anniversario della Liberazione.
Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Nazionale permanente delle Associazioni d’Arma, Generale di Corpo d’Armata Paolo Gerometta e del Presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Prof. Claudio Betti, sono intervenuti il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti e il Presidente della Repubblica.
«Tutte le Associazioni Combattentistiche e d’Arma sono parte essenziale della storia d’Italia; ci ricordano le nostre radici e custodiscono il patrimonio comune e condiviso della Nazione», così ha affermato il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti – in delega del Ministro della Difesa, Guido Crosetto – in occasione dell’incontro del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, per l’81° Anniversario della Liberazione. Presente all’evento, in rappresentanza di tutto il nostro Sodalizio, il Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), Tenente Generale Gerardo Restaino.
Nel 1945 l’Italia si liberava dall’occupazione nazista dopo un cammino sanguinoso e travagliato, iniziato con l’Armistizio dell’8 settembre 1943. «Tra le pagine meno note – ha evidenziato la Senatrice – quella di circa 650.000 Internati Militari Italiani (IMI), deportati nei campi di prigionia in Germania e in Polonia, privati dello status di prigionieri di guerra, testimoni di una ‘resistenza senza armi’, troppo spesso dimenticata ed ora ricordata con l’istituzione della ‘Giornata’ dedicata, il 20 settembre».
L’Italia esce dalla guerra ferita e divisa, ma trova la forza di rialzarsi e di dare vita alla stagione della Costituzione repubblicana, «… i cui principi fondativi ancora oggi garantiscono pace e libertà; valori che non dobbiamo mai dare per scontati, ma che dobbiamo difendere ogni giorno», ha dichiarato la Rauti.
Per il Sottosegretario, «le Associazioni Combattentistiche, Partigiane e d’Arma sono custodi della memoria, ma anche protagoniste del presente, con il servizio di volontariato – rientrando a pieno titolo nel Terzo Settore – e artefici della trasmissione alle giovani generazioni del patrimonio valoriale».
La Senatrice ha ringraziato tutte le Associazioni per l’impegno quotidiano, «declinazione concreta dei principi di coesione ed inclusione sociale della Cultura della Difesa. La loro funzione è sempre più necessaria, anche alla luce della riorganizzazione complessiva del comparto Difesa – fortemente voluta dal Ministro Crosetto – nella quale il modello dell’associazionismo e di una Riserva logistica volontaria potranno avere un ruolo importante».
Così come le Forze Armate si stanno trasformando per adeguarsi ai tempi, così la Senatrice ha esortato tutti a trovare sempre nuove idee, energie e iniziative sia per far conoscere la nostra storia comune, sia per arricchire i tanti e lodevoli interventi a cui spingono i principi dell’Associazionismo. L’azione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, oltre che riferimento per la società civile, è fondamentale nei confronti dei giovani, il cui talento non può andare disperso. La società globale offre straordinarie opportunità, ma dobbiamo saper collegare i valori al futuro, la nostra memoria comune alla costruzione di un tempo nuovo. L’esperienza e la passione civile dei Veterani sono molto importanti in questo senso. «Continuate è stato l’invito che vi rivolgo in questa preziosa opera di accompagnamento delle nuove generazioni nel solco dell’impegno, della responsabilità, della solidarietà, della giustizia. Ne riceveranno beneficio la società civile e le nostre istituzioni democratiche. Viva la Liberazione. Viva la Repubblica. Viva l’Italia!».
